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Calcio Serie D
Masiello: "Mantova, la testa è già al futuro"
pubblicato il 28 dicembre 2018 alle ore 21:50
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Masiello (in primo piano) con Setti

Mantova Da tifoso storico a presidente, il passo è breve. Ma anche affascinante e appagante. Chiedere a  Ettore Masiello che, dopo una vita al Martelli da appassionato sostenitore dei colori biancorossi, si è trovato la scorsa estate investito della carica di presidente del Mantova. Onori e oneri che il “Nostro” è stato ben felice di accollarsi: «La fatica è tanta - ammette - , anche perchè tutti noi abbiamo altri lavori e il tempo è quel che è. Ma il Mantova è la mia passione, la mia famiglia è tifosa almeno quanto me e mi sostiene, quindi... se mi offrissero di nuovo la carica, risponderei mille volte sì».
 Presidente, se il bilancio personale è positivo, come definiamo quello sul campo?
«Beh, i risultati parlano da soli. Ma attenzione: non abbiamo ancora fatto nulla. Sì, siamo contenti e fiduciosi, ma non abbiamo mai ceduto ai proclami e non cominceremo certo adesso. Il nostro pensiero è già alla Virtus Bergamo».
 Si aspettava questi risultati?
«Sapevamo di aver allestito una squadra competitiva. Siamo felici che il campo stia confermando le attese».
 Qual è la virtù migliore del Mantova? Che cosa ha fatto la differenza finora?
«Non solo l’aver scelto ottimi giocatori, ma il fatto che si sia creato un grande gruppo. Non sono parole di circostanza: quando vedo gli occhi dei ragazzi vedo un gruppo vincente. E poi il feeling che si è creato con la piazza».
 Questo sembrava un tasto dolente all’inizio...
«È vero. C’era scetticismo, probabilmente figlio delle tante delusioni vissute. Da tifoso lo capisco bene. Ora però è tornato l’entusiasmo».
 Ci sceglie tre momenti da ricordare in questo girone d’andata?
«La prima gara con la Virtus Bergamo: 3-0 dopo 20 minuti, partenza migliore non poteva esserci. Poi la vittoria sul Como, col gol di Altinier nel recupero. Infine il 2-0 al Rezzato: la città aveva bisogno di una rivincita e quella partita lo è stata».
 Il Como non molla: è più un’ossessione o uno stimolo?
«Non sarò ipocrita: tutti guardiamo la classifica e in certi momenti è davvero un’ossessione. Però, vista in un’altra ottica, è un duello positivo perchè ci tiene sulla corda. Comunque chi sta peggio è il Como. Penseranno: ma proprio un Mantova così ci doveva capitare?».
 Senza far torti a nessuno, c’è un giocatore che merita una menzione particolare?
«Scelgo Borghetto. Prima due seri infortuni, poi la tonsillite: tanto bravo quanto sfortunato. La mia menzione vuole essere prima di tutto l’augurio per un 2019 migliore. Se lo merita perchè è un ottimo portiere. Così come Brazinskas e Conti».
 Dal punto di vista societario, cosa ci riserverà il 2019?
«Nell’ultimo vertice abbiamo approvato il bilancio e tracciato le linee per la prossima stagione. Che speriamo veda il Mantova protagonista in Serie C».
 Ovviamente è tutto prematuro. Ma, dovesse andar male sul campo e ce ne fosse la possibilità, prendereste in considerazione il ripescaggio?
«Mantova merita senza dubbio un’altra categoria. tant’è che già ora la società gode di una struttura e di una gestione professionistiche. Detto ciò, alla C proveremo ad arrivarci sul campo. Non dovessimo farcela, vedremo».
 L’imprenditoria mantovana vi sostiene come speravate o su questo fronte c’è ancora da lavorare?
«Qualcosa si muove, qualche nuovo sponsor si è aggiunto. Ma le nostre speranze sono riposte sul prossimo anno, quando avremo la possibilità di programmare da maggio e non da luglio».
 Questione logo: resterà a Di Loreto o ve lo riprenderete?
«Ci stiamo lavorando. L’intenzione è riappropriarcene».
 Cos’altro aggiungere, presidente?
«I miei più sinceri ringraziamenti a tutti - da chi lavora nel Mantova a chi ci segue ogni domenica - per i risultati ottenuti fin qui. E gli auguri per un 2019 ancora più bello».

Redazione Sport
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