Cronaca
Assunzioni e cessazioni a -151%
Mercato del lavoro, il saldo resta negativo
pubblicato il 27 dicembre 2018 alle ore 11:52
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Mercato del lavoro, il saldo resta negativo

Mantova L’analisi dell’andamento mercato del lavoro per il terzo trimestre del 2018  stilato da  Dino Perboni segretario Cisl Asse del Po non lascia intravedere grandi prospettive per il futuro. Il 3° semestre 2018 - si legge nella relazione - il mercato del lavoro conferma l’inversione di tendenza rispetto al quanto riscontrato nello stesso periodo del 2017 ossia: saldo negativo fra assunzioni e cessazioni pari a -151,1%, che tradotto in cifre corrisponde – 1044 assunzioni nel 2018 a fronte dei +2042 avviamenti del 2017 a Mantova, ed è maggiore della media regionale che si attesta a – 106,1%. La situazione è così composta: gli avviamenti passano dai 15817 del 2017 ai 16379 del 2018 con una crescita del 3,6%, ma le cessazioni crescono di molto e passano da 13775 del 2017 a 17423 del 2018 con una crescita del 26,5%. Mentre il quadro regionale vede un aumento delle cessazioni pari al 20,1% e la crescita degli avviamenti del 5,4%. Quindi la Provincia di Mantova la situazione è più critica. Per quanto attiene alla tipologie contrattuali permanenti, si riscontra un aumento delle assunzioni con il contratto di apprendistato del 23,1% pari a 586 unità nel 2018, che è di poco superiore al dato lombardo che si attesta al 22,1%. Così com’è positivo il differenziale fra gli avviamenti e le cessazioni che crescono del 65,9% in più nel 2018 rispetto al 2017 pari a +277 unità fra avviamenti e cessazioni. La situazione dei contratti a tempo indetermina to è differente: gli avviamenti calano dello -0,81% passando così anche le cessazioni che passano da 3563 nel 2017 a 3563 nel 2018 con un tasso di crescita negativo del - 7,7 %. Tuttavia, resta negativo il rapporto fra avviamenti e cessazioni che chiude con -465 unità. A livello regionale pur riscontrando un saldo negativo fra assunzioni e cessazioni (-10320 unità) gli avviamenti sono aumentati crescono dell’ 8,8% e le cessazioni hanno segnato un calo del 1,6%. Nel complesso i contratti stabili nel 3° trimestre del 2018 registrano un saldo negativo di -188 unità fra le 3596 cessazioni a fronte delle 3408 assunzioni. Per quanto attiene ai contratti flessibili la situazione è così definita: contratti a progetto il saldo fra il 2017 e il 2018 è di -188,2% e quindi con un tracollo del ricorso a tale forma di contratto. In Lombardia il dato è – 126%. I contratti in somministrazione del 3° trimestre del 2018, raffrontati con lo stesso periodo del 2017, sono crollati del -188,2%. Gli avviamenti sono stati 2316 nel 2018 e le 2449 cessazioni, con un saldo di – 133 unità. A livello regionale sono calati del -166,8%. Infine, i contratti a tempo determinato hanno fatto riscontrare un calo del – 128,7% a causa del forte aumento delle cessazioni che sono passate dal 7884 nel 2017 a 11193 nel 2018 e quindi con una crescita delle cessazioni del 42,0% a fronte di un aumento degli avviamenti del solo 2,0% pari a 10500 nel 2018 rispetto ai 10299 del 2017.
Complessivamente, i contratti di lavoro si sono fortemente ridotti a causa della combinazione fra il basso aumento degli avviamenti pari al 3,6% che sono passati dal 15817 del 2017 a 16379 del 2018, e l’elevato aumento delle cessazioni che sono aumentate del 26,65% passando da 13775 del 2017 a 17423 del 2018. Il tutto con un saldo negativo di -1044 fra assunzioni e cessazioni. Anche Il dato lombardo riscontra di un calo delle assunzioni, ma con percentuali inferiori e precisamente le cessazioni crescono del 20,1% e gli avviamenti del 5,4%. Il che vuol dire che Mantova soffre maggiormente in termini occupazionali del resto della Lombardia. Infine, il settore che hanno riscontrato un maggior calo è stata l’industria che ha fatto segnare il record di -572,2%, con una crescita delle cessazioni pari a 3733 unità del 2018 rispetto ai 3290 del 2017 e nel contempo gli avviamenti del 2018 sono stati di 3563 unità, portando il saldo fra cessazioni e avviamenti del 2018 a -170 unità. Anche il settore dell’agricoltura ha segnato una battuta d’arresto: il tasso di crescita del 2010 rispetto al 2017 è crollato del -241,8%. Gli avviamenti sono stati 2234 a fronte delle cessazioni che sono state 2750 nel 2018, a fronte del dato del 2017 che era di 1458 unità; pertanto, il differenziale (2018) fra avviamenti ed cessazioni è stato di -516 unità. Il settore del commercio e dei servizi, riscontra anch’esso di una forte contrazione nelle assunzioni; infatti, il raffronto fra il 2017 e il 2018 del tasso di crescita dei contratti segna un -127,1%. Il dato è determinato dal calo degli avviamenti pari a -3,9% e un aumento delle cessazioni che passano da 8400 del 2017 a 9914 del 2018 con una percentuale delle cessazioni pari al +18%. Infine, anche il settore delle costruzioni riscontra un calo dei contratti di assunzione pari a -66,0%: le cessazioni sono aumentate del 63,35% passando da 627 del 2017 a 1024 del 2018, mentre le assunzioni sono cresciute meno pari a 39,2%, che in termini di unità sono 771 del 2017 e 1073 del 2018. Confrontando la situazione mantovana con quella lombarda, lo scenario è similare con la differenza che il settore dell’industria registra un percentuale inferiore ossia -238,1% dato lombardo rispetto a -572,2% quello mantovano; il settore delle costruzioni in Lombardia presenta un dato più alto in termini negativi pari a -153,6% come tasso di crescita dei contratti di lavoro, molto maggiore di quello mantovano. Il settore dell’agricoltura segna un -115,6%, ma inferiore a quello mantovano che è -241,8%. Infine, il commercio e servizi riscontra un calo del tasso di crescita dei contratti di lavoro pari a -92,6%, ma sempre meno che quello mantovano. In dati non fanno altro che confermare, con precisione, che la situazione occupazionale è pesantemente critica, e lo è ancor di più nel mantovano rispetto al resto della Lombardia. Le prospettive occupazionali del prossimo futuro, della nostra Provincia, non sono affatto positive e hanno bisogno, per essere affrontate e superate in modo organico di investimenti e nuovi posti di lavoro attraverso la crescita delle imprese che ci sono, ma anche e necessariamente della venuta di nuovi insediamenti industriali ed aziendali. Certamente, il tema infrastrutture è il fattore più che determinante per lo sviluppo economico di un territorio, e da troppo tempo il mantovano è carente di opere viabilistiche, autostradali e ferroviari all’altezza di poter rilanciare il suo sviluppo dopo gli effetti nocivi della crisi economica.

Redazione cronaca
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