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VIDEO - Alla Galleria Sartori
Silvano Girardello, "Chi viene a giocare con me"
pubblicato il 27 marzo 2018 alle ore 13:32
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Francesca, figlia di Silvano Giradello

Mantova - Il pensiero artistico di Silvano Girardello, che in questa occasione si traduce in “Chi viene a giocare con me”, è divenuto il cuore pulsante di una retrospettiva allestita nella sala principale della Galleria Arianna Sartori di Mantova, via Ippolito Nievo 10, e inaugurata lo scorso 24 marzo. L’esposizione delle opere del noto pittore veronese, curata a tale proposito dalla gallerista Arianna Sartori in sintonia con la famiglia Girardello, dalla moglie Carmela alle figlie Anna e Francesca, sarà visitabile sino al prossimo 12 aprile e propone un percorso che racconta i vari ambiti da lui “visitati” e testimoniati con una sensibilità e un fascino davvero unici. La prima volta che Girardello utilizza il titolo “Chi viene a giocare con me?” è in due opere del 1965. All’artista non interessa mettere in risalto la tipologia del gioco, quanto invece l’alterazione che il gesto o l’atteggiamento ludico introducono nella costruzione del quadro. È come una battuta all’interno del discorso: lo apre, lo scombina, ne trasforma il senso. Per Girardello le immagini giocose inseriscono nell’opera la dimensione dello scarto, dello scompenso, della fuoriuscita: alludono a un’esperienza reale che in quanto tale non è rappresentabile. Non solo: attraverso il gioco egli innesca il sospetto che l’arte stessa possa “giocarsi”, smascherarsi, in qualche modo smetterla di prendersi tremendamente sul serio.

Paolo Biondo

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