Cronaca
Il report della Cgil Lombardia
Morti bianche, Mantova nera: sette vittime sul lavoro nel 2018
pubblicato il 30 December 2018 alle ore 22:16
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La disperazione di un collega di una delle vittime di infortuni di quest’anno

Mantova Nei territori dell’Ats Mantova-Cremona nel 2018 hanno perso la vita 10 lavoratori, uno ogni 76mila residenti, due volte e mezzo la media regionale. Di queste dieci croci ben sette sono state piantate sul territorio mantovano. È questo quanto emerge dal report diffuso in questi giorni dalla Cgil Lombardia, i cui dati consentono di tracciare un bilancio dell’anno a dir poco preoccupante nonostante il totale a livello regionale, che è di 53 vittime, sia quasi la metà delle 94 croci sul lavoro del 2017. Se il territorio dell’Ats della Città metropolitana di Milano, capoluogo di Regione ed ex provincia annessa, più quella di Lodi, ha contato ben 14 decessi negli ultimi mesi, il dato di Ats Valpadana che segue a ruota con le sue 10  vittimeè più di un campanello d’allarme: una ogni 76mila residenti contro una media regionale di uno ogni 190mila. A Brescia sono 9 i decessi, 6 quelli a Bergamo e altrettanti a Pavia. 4 gli infortuni mortali nel territorio dell’Ats “Montagna”, 3 in Brianza e 1 nella zona coperta dall’Ats Insubria, fra Varese e Como. Tutti di sesso maschile e quasi tutti di nazionalità italiana i caduti sul lavoro nel 2018. Riguardo alla provenienza, a perdere la vita sul suolo lombardo sono stati, oltre ai 45 italiani, anche 1 svizzero, 2 cittadini albanesi, 2 romeni, 1 senegalese, 1 marocchino e 1 kossovaro. Per la nostra provincia il mese più nero è stato quello dello scorso marzo, quando in rapida successione hanno perso la vita quattro lavoratori. La prima vittima dell’anno è stata registrata nel cantiere della tangenziale tra Cavriana e Guidizzolo, dove lo scorso 13 marzo ha perso la vita un operaio 51enne marchigiano travolto da una gru che stava smontando. Il 20 marzo seguente all’interno della ditta Borsari di Villa Poma aveva perso la vita un altro 51enne, questa volta un viterbese, che aveva battuto la testa cadendo dal suo camion. Il 28 marzo il giorno più nero di tutti con due vittime nell’arco di poche ore. Una di queste ancora a Villa Poma, dove un 48enne veneto precipita dal tetto della vetreria. Più o meno in quelle stesse ore a Guidizzolo Gabriele Romanelli, elettricista 43enne di Casalmoro, perde la vita folgorato mentre sta installando un quadro elettrico nella cabina dell’acquedotto. Ma c’è un altro giorno nero da ricordare: è il 16 ottobre, quando in meno di un’ora tra le 10 e le 11, Gaetano Amendola, 67enne di Castel Goffredo, muore precipitando da una piattaforma all’interno della Elettrodigit di Piubega. Alla Frati di Pomponesco muore Ion Anghelache, 48enne di Viadana, incastrato in un macchinario. Infine lo scorso 28 novembre un operaio 55enne di Mirandola precipitato dal tetto del municipio di Marmirolo.

Redazione Sport
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