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Lo Stato Sociale il 31 in piazza Sordello
Lodo Guenzi: "I più famosi sconosciuti d'Italia a Mantova"
pubblicato il 29 dicembre 2018 alle ore 18:56
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Lodo Guenzi: "I più famosi sconosciuti d'Italia a Mantova"

Mantova 

In un bar poco distante dalle via Indipendenza, davanti ad un bicchiere di lambrusco e a una tisana con limone e tanto zenzero, inizia la chiacchierata con Lodovico Guenzi, per tutti Lodo, voce de Lo Stato Sociale. La band bolognese, nata una decina di anni fa, sarà sul palco di piazza Sordello per il concerto di Capodanno, punto di partenza dell’intervista rilasciata alla  Voce.
Lodo, che concerto sarà quello di Mantova?
«Sarà una festa, forte e pirotecnica. Finalmente potremo suonare il brano  Nasci rockstar muori giudice di un talent show».
Titolo abbastanza autobiografico.
«Vedi, quando fai cose in cui credi e hai l’opportunità di parlare a tutti, arriva il momento in cui entri nel sistema. Questo amplifica la tua percezione del mondo, ma ti porta anche dei compromessi. E, di fronte a questi, come si fa a non perdere sè stessi? Semplicemente non smettendo di farsi domande».
Dividerete il palco con i Planet Funk. Se ripensi a chi eravate solo qualche anno fa, ci avresti scommesso?
«No, perchè noi non siamo mai stati una scommessa; siamo un lancio nel vuoto. Però la cosa bella è che magari quei big con cui abbiamo diviso il palco poi diventano nostri amici nella vita, come Paolo Rossi, gli Zen Circus, i Tre allegri ragazzi morti».
Sanremo, “Una vita in vacanza”. Che cosa è cambiato da quel momento e come siete cambiati voi?
«Adesso ci ascoltano un sacco di giovanissimi e di anziani, ovvero abbiamo a che fare con il futuro del Paese e la parte del Paese che vota. Come siamo cambiati? Ripassa tra qualche anno e te lo faccio sapere».
Però ti sarai e vi sarete trovati a gestire una bella botta di popolarità in questi tempi.
«Sì, ma è stata una fase progressiva e non violenta. Anche se di recente nella metro di Milano è stato un assalto di selfie. Ma, per carità, fa piacere, ci mancherebbe».
Molte delle persone che saranno in piazza Sordello magari vi conoscono solo per Sanremo o per il fatto che sei stato giudice di X Factor. A questi, come descriveresti Lo Stato Sociale?
«Siamo i più famosi sconosciuti d’Italia. In realtà, siamo un collettivo, non si sa mai bene chi canterà, a volte improvviso momenti di stand up comedy. Insomma, senza tanti giri di parole: siamo un inno alla libertà, che è poi l’unica cosa che conta realmente nella vita».
“Voglio fare il benzinaio”, “Voglio le coccole”, “Voglio solo limonare” sono alcune delle curiose frasi scritte sulle magliette con cui vi esibite. Come è nato tutto ciò?
«Dovevamo fare le foto per l’album “Turisti della democrazia” del 2012. Eravamo fuori Bologna e la sera prima del book fotografico abbiamo pensato di fare queste magliette. Poi le abbiamo tenute anche sui palchi e durante i tour. A volte le cambiamo, eh?! Perchè noi non cambiamo mai, ma i nostri vestiti sì».
Ricordo un vostro live al concertone del Primo Maggio a Roma, in cui avevate dei palloni da calcio, chiaro riferimento all’uscita di qualche giorno prima sui curricula e sul calcetto del ministro Poletti. Qualche provocazione in arrivo?
«Ma va, nessuna provocazione. Perchè, come ben sai, la provocazione è insita».
Tu sei nato e cresciuto a Bologna, tifi Fortitudo, la band è nata a Bologna dopo l’esperienza come dj a Radiocittà Fujiko. Qual è l’artista bolognese da cui trai maggiore ispirazione?
«Un artista che non è nativo di Bologna, anche se l’ha vissuta, ma che per me è molto importante: Piervittorio Tondelli».
Da Bologna risaliamo di qualche chilometro, superiamo la linea del Po ed eccoci a Mantova: non è la prima volta per voi nella nostra città, giusto?
«Assolutamente no. Abbiamo suonato in passato all’Arci Tom dove, aneddoto, abbiamo girato buona parte del video di Sono così indie. Poi ci è capitato di suonare in altre situazioni estive a Mantova e ho anche alcuni buoni amici nella vostra città».
Che magari verranno anche a sentirvi suonare per il veglione di San Silvestro. Programmi futuri?
«Dopo il concerto mi concederò qualche giorno di relax a Londra».
E, artisticamente parlando, che 2019 sarà per Lo Stato Sociale?
«Bella domanda. Guarda, ti rispondo in maniera basilare: non possiamo non fare un caz...».
I bicchieri sono vuoti, è il tempo di una risata e di una stretta di mano per congedarsi e darsi appuntamento in piazza per lunedì sera.
 

 

Federico Bonati
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