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Idrocarburi e olio nel fiume Chiese
pubblicato il 29 dicembre 2018 alle ore 12:21
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Idrocarburi e olio nel fiume Chiese

Asola Chiazze di gasolio e altre sostanze simili finiscono nella Fossa Magna. E, alla fine, invece che venire fermate, si disperdono nel Chiese. Questo perché, a quanto pare, giusto ieri pomeriggio la protezione civile sarebbe rimasta a corto di barriere assorbenti che avrebbero potuto fermare le chiazze di inquinante che così è presumibile siano finite dalla Fossa Magna fino nel fiume Chiese. Probabile provenienza delle sostanze inquinanti proprio la Fossa Magna, rimasta senz’acqua per alcune settimane. Il flusso è stato riaperto ieri dopo la conclusione dei lavori ai lavatoi nella zona dei mulini di Asola: possibile che nel periodo durante il quale il canale è rimasto vuoto, vi siano finiti dentro gasolio e altre sostanze - non è possibile stabilire se in modo accidentale o se gli inquinanti siano stati sversati volontariamente. L’allarme è scattato ieri verso le 16.30, quando alcuni cittadini, dal ponte di via Carducci, hanno notato la presenza di chiazze oleose e maleodoranti sul pelo dell’acqua della Fossa Magna. Sul posto nel giro di poco tempo si sono portati vigili del fuoco, Arpa, veterinari dell’Ats, il sindaco  Raffaele Favalli con il vicesindaco  Giorgio Grandi e la polizia locale. Dalle verifiche eseguite da Arpa e vigili del fuoco è stato appurato come la possibile causa dello sversamento sia dovuta all’imponente flusso d’acqua transitato, dopo alcune settimane di secca, nella Fossa Magna. Il corso d’acqua infatti era stato chiuso e nel frattempo il Comune, in accordo con Sicam, aveva messo mano ai vecchi lavatoi nella zona dei mulini. Possibile che, nel periodo di chiusura della Fossa, vi siano finite dentro sostanze inquinanti - non si sa se involontariamente o volontariamente - smosse dall’improvviso flusso d’acqua fatta scorrere giusto ieri. Ma le sostanze, in conclusione, sono finite nel Chiese, pare per fortuna senza provocare eccessivi danni. Nel corso dell’intervento infatti la protezione civile di Asola si è portata fino a Mantova per recuperare delle barriere assorbenti da posizionare lungo il corso d’acqua. Barriere che però in quel momento non erano disponibili. Al posto di queste ultime la protezione civile asolana è stata dotata di teli in plastica che, purtroppo, non sarebbero serviti a fermare le chiazze oleose. Per oggi sono previsti ulteriori controlli.

Giovanni Bernerdi
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